I risarcimenti più costosi nella nautica da diporto

La BoatUS, la maggiore delle associazioni dei diportisti statunitensi, che vanta oltre mezzo milione di iscritti, ha pubblicato la classifica dei danni più costosi pagati dalle assicurazioni degli Stati Uniti per in­cidenti che coinvolgo imbarcazioni a vela e a motore. Alcuni di questi, come i cicloni, difficilmente riguar­deranno le nostre barche, almeno per il momento, altri, invece, sono gli stessi che troviamo sulle varie classifiche che circolano in Italia.

Da un’indagine svolta da solovela.net, i due eventi che più mettono paura e spingono il diportista italia­no a sottoscrivere polizze assicurative di tipo kasko, sono la burrasca, più precisamente, le sue conse­guenze, e il fulmine. Nonostante non sia tra gli eventi più comuni, il fulmine è quello più temuto dopo la burrasca, molte imbarcazioni sono ancora sprovvi­ste di sistemi di dispersione in grado di salvare una barca e la vita di chi vi si trovi a bordo. Da tutti i danni riportati nella classifica sottostante ci si può tutelare sottoscrivendo una polizza kasko, ovvero una polizza che ci protegga da tutto ciò che non è contemplato nella responsabilità civile. Per quanto tutti i danni maggiori possano essere coperti da assicurazione questo non deve essere un motivo per abbassare la guardia, una collisione, uno scoglio, un principio d’incendio, sono tutte cose che la Compagnia  ripagherà, ma nessuno potrà ripagarci per la paura e le vacanze rovinate.

Come funziona 

La classifica che segue è inerente agli importi pagati dalle assicurazioni ai loro assicurati negli Stati Uniti. I primi nella classifica sono quelli o che si verificano più spesso o che causano i danni maggiori, infatti, il primo posto è attribuito agli uragani o all’affonda­mento, due eventi che portano molto spesso alla perdita totale del mezzo. In fondo si trovano i danni alla persona perché, per quanto molto diffusi, si riferiscono a eventi minori che in una piccola percentuale portano all’invalidità permanente o alla morte. Il fulmine, che abbiamo visto essere uno degli eventi più temuto, si trova in fondo alla classifica, il che significa che i danni dovuti a questo fenomeno ripagati dalle assicu­razioni sono pochi, un po’ perché quando ci sono temporali e fulmini le barche preferiscono stare in porto e qui sono protette dai parafulmini del porto, un po’ perché molte barche, anche se non la maggioranza, hanno dei sistemi di dispersione, quindi il fulmine le colpisce ma le attraversa senza fare danni.

  1. Uragani
    Al primo posto si trovano i danni provocati da uragani e tifoni, un problema che in Europa ini­zia a presentarsi solo adesso come conseguen­za dei cambiamenti climatici, ma che negli Stati Uniti è molto sentito e riguardo al quale non c’è molto da fare. Una barca in un porto che vie­ne colpito da un potente uragano difficilmente può essere difesa. Durante grandi uragani come Sandy nel 2012, furono distrutte migliaia d’im­barcazioni e molte scomparvero in mare.
  2. Affondamento
    Al secondo posto della classifica c’è l’affondamento, un problema che conosciamo bene anche in Italia. La maggior parte degli affondamenti avviene per cattiva manutenzione della barca e si verifica all’ormeggio. La barca viene quasi sempre recuperata, ma i danni derivanti dall’affondamento di solito sono estesi: mo­tore da revisionare, mobili da ripristinare, tappezzerie da buttare. Diverse assicurazioni offrono premi più vantaggiosi a chi istalla un allarme di sentina che pos­sa avvertire l’armatore di un problema via cellulare.
  3. Tempeste
    Al terzo posto per gravità di danni ci sono le tempeste non classificabili come uragani. Le tempeste in questa parte del mondo spesso sono forti e, anche in questo caso, la maggior parte dei danni si verifica all’ormeggio a causa dell’imperizia del proprietario della barca che non ha preparato il mezzo nel modo adegua­to: cime insufficienti, troppo piccole, troppo lasche o troppo cazzate, pompe di sentina au­tomatiche che non funzionano.
  4. Urti contro scogli
    Al quarto posto troviamo un problema molto cono­sciuto anche da noi: gli urti contro gli scogli. Le bar­che che ogni anno finiscono sugli scogli lungo le co­ste e nelle acqua interne degli Usa sono migliaia, da noi, solo per una questione di proporzioni, diverse de­cine. La maggior parte delle barche coinvolte in que­sto tipo d’incidente sono barche a motore che, senza aver controllato una carta nautica, sfrecciano vicino alla costa. Le barche a vela che finiscono sugli scogli sono di meno, ma anche queste non sono poche. I danni derivanti da questo tipo d’incidente, negli ultimi anni, hanno avuto un’impennata del 30% a causa dei lunghi periodi di siccità che hanno abbassato il livello dei fiumi e dei laghi, bacini d’acqua che negli USA sono importanti per il diporto.
  5. Incendi ed esplosioni
    Incendi ed esplosioni a bordo sono un altro dei grandi problemi connessi alla cattiva manutenzione della barca e che, nella grande maggioranza dei casi, ri­guarda le barche a motore: il problema principale è l’impianto elettrico datato, usurato e non mantenuto a dovere che, abbinato ai fumi derivanti da una senti­na con sistemi di aspirazione poco effi­cienti, crea una bomba pronta a esplo­dere. Le barche a vela non sono esenti dal problema che anche qui trova la sua causa principale nell’impianto elettrico. Negli Stati Uniti le barche hanno le cu­cine elettriche, quindi sull’imbarcazione non c’è la bombola del gas che da noi è un altro dei motivi d’incendio e esplo­sione.
  6. Collisioni
    Come succede nei nostri mari, anche negli Stati Uniti una delle cause principali delle collisioni è provocata dalla navigazione affidata al pilota automatico senza nessuno di guardia. Una colli­sione di questo tipo oltre a causare molti danni, spesso provoca vittime, specialmente se la bar­ca che naviga con il pilota è una barca a motore che procede a velocità sostenuta. Nel caso in cui avvenga una collisione tra una barca a vela e una barca a motore, di solito, la barca a vela è la vittima. Altra causa di incidenti con vittime sono le barche a motore di piccole dimensioni che corrono vicino alla costa, queste a volte en­trano in collisione con altre piccole unità, come pattini e gommoncini a remi provocando feriti e vittime. Un caso a parte è la collisione in regata come quella della fotografia. Queste, però, non sono conteggiate nel calcolo di BoatUS.
  7. Spiaggiamenti
    Potrebbe non sembrare un grande problema perché, solitamente, quando capita da noi di fi­nire sulla sabbia, si tratta di una secca e l’even­to finisce, nella grande maggioranza dei casi, con una manovra di retromarcia per uscirne o con l’aiuto di un’altra imbarcazione che ci as­siste nel liberarci dalla presa della sabbia. Ma non sempre è così, ci sono parti del mondo dove le maree sono molto alte e, se lo spiaggia­mento avviene in concomitanza con il cambio di queste, si rischia di ritrovarsi nel mezzo di una spiaggia nel giro di pochi minuti.
  8. Danni alla persona
    Con questa voce s’indicano tutte quelle denunce fatte alle assicurazioni per richiedere la copertura di danni a persone che non derivano da incidenti alla barca, ma alla persona, come per esempio il ferimento o la morte di un passeggero. Questo tipo di denunce rappresentano solo l’1%, ma la con­sistenza delle somme pagate dalle assicurazioni risulta essere molto alta. L’armatore della barca ri­sponde dei danni che i suoi ospiti possono subire quando si trovano sull’imbarcazione e questi pos­sono essere anche molto elevati, perciò l’associa­zione dei diportisti statunitense consiglia ai suoi iscritti di avere sempre una copertura apposita e con massimali alti per danni che gli ospiti possono subire a bordo, come cadere dalle scalette della barca o ferirsi in cucina.
  9. Furto
    Anche in questo caso la grande maggioranza di barche coinvolte in questo tipo di danno sono barche a motore, in particolare piccole unità a motore trasportate su carrello. I ladri rubano la macchina e si portano via il carrello con la barca. Le grandi barche che sono rubate dai porti sono ritrovate nella quasi totalità delle volte. Anche in questi casi i premi pagati dalle assicurazioni sono comunque elevati perché le barche quando vengono ritrovate abbando­nate, spiaggiate o contro gli scogli sono state depredate di tutti i valori. In Italia negli ultimi anni si è avuto un incremento dei furti d’imbar­cazioni, queste sono rubate in buona parte da trafficanti che le portano in Africa del nord o le usano per portare migranti.
  10. Fulmini
    L’ultima causa di risarcimento nella top ten è quella determinata dai fulmini. L’evento di un fulmine che colpisce una barca non è fre­quente, ma nemmeno rarissimo, specie se la barca non ha delle giuste protezioni e un sistema elettrico ben tenuto. Raramente l’evento provoca danni alle per­sone, ma spesso ne fa alla barca e sono danni poco visibili che per essere rilevati a volte hanno biso­gno dell’intervento di un perito, cosa che BoatUS raccomanda di fare sempre dopo che la barca è stata colpita da un fulmine.

Per ogni informazione o quotazione personalizzata lascia i tuoi contatti sul form e valuteremo come includere in copertura gli eventi descritti.

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Andrea Nalesso
Socio Methis - intermediario assicurativo specializzato in coperture per il settore nautico dal 1995. Parole d'ordine: attenzione ai dettagli e competenza.
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