Franchigie e scoperti nell’assicurazione. Amici o nemici?

(Ovvero: perché pago il premio per intero e poi non mi rimborsano per intero?)

Franchigia e scoperto. Che significato hanno e perché li troviamo scritti in tutte le salse nei contratti assicurativi? Dall’assicurazione auto alla polizza all-risks (ne parlavamo in QUESTO articolo) o furto, ogni copertura c.d. “rami elementari” opera indennizzando l’assicurato utilizzando uno (o entrambi) di questi strumenti tecnici.

Mettiamo dunque in luce il significato all’apparenza scontato di questi due termini, spesso considerati alla stregua di “parolacce” da evitare, ma molto importanti per valutare la portata delle prestazioni offerte da una polizza, proprio perché delimitano in modo quantitativo il limite tra quanto l’assicurato tiene a proprio carico su un eventuale sinistro e quanto invece viene risarcito.

Vediamo in che modo :

  • Franchigia assoluta: è un importo fisso che rimane in carico all’Assicurato in caso di sinistro. (Esempio : 200 €).
  • Scoperto: è una percentuale del danno indennizzabile che rimane a carico dell’Assicurato (Esempio 10% su indennizzo di 2.000 € = 200 €)

La cosa “simpatica” è che li possiamo trovare applicati sia singolarmente che in abbinata, regolando in questo modo lo scoperto attraverso l’imposizione di un minimo e di un massimo. Questa impostazione trova spesso applicazione nelle polizze di responsabilità civile prodotti (collegato mio ultimo articolo) , ma anche nelle coperture eventi atmosferici per le nostre auto:

  • Scoperto + franchigia : Scoperto 10% minimo 2.000 € massimo 20.000 €

Significa che l’importo a carico dell’Assicurato oscillerà tra un minimo di 2.000 € a un massimo di 20.000 € facendo sempre riferimento al 10% di quanto indennizzabile.

Possiamo infine trovarci di fronte una franchigia assoluta (la più diffusa), oppure una franchigia relativa ovvero operante solo sotto un certo indennizzo concordato, superato il quale si viene indennizzati a pieno.

Attenzione: le franchigie e gli scoperti non hanno nulla a che fare con i VALORI con i quali abbiamo assicurato il bene e sui quali verremo risarciti (ad esempio: a nuovo, a valore commerciale, allo stato d’uso ecc.), né con l’errata apposizione della somma assicurata (regola proporzionale ex Art. 1907 c.c.). Quindi se l’indennizzo non è secondo aspettative, valutiamo bene se è colpa davvero delle franchigie o se qualcos’altro non ha funzionato (e spesso è cosi).

A cosa servono?

A cosa servono scoperti e franchigie? Effettivamente la polizza si paga per intero invece una parte di danno rimane spesso a carico degli assicurati. Questo avviene perché le Compagnie tentano di eliminare o ridurre i costi fissi legati a sinistri di lieve entità, condividendo questo beneficio con l’assicurato in termini di riduzione del premio richiesto.

In altre parole, se una Compagnia non applicasse alcuno scoperto o franchigia sui propri contratti dovrebbe gestire quotidianamente una miriade di sinistri in più. Questo significherebbe molto più personale nei centri liquidazione danni, molte più perizie, una completa riorganizzazione amministrativa e dei costi che andrebbero a riverberarsi sugli assicurati sotto forma di aumenti generalizzati dei premi.

Lo scoperto, per sua natura più aleatorio in quanto non predeterminato, diventa più funzionale nel condividere con l’assicurato il rischio o nel porre alcune clausole a salvaguardia di eventi particolarmente “critici”. E’ il caso di eventuali scoperti applicati alle polizze infortuni quando, avvenuto il sinistro, si scopre che l’attività svolta dall’assicurato era diversa (più a rischio) da quella dichiarata (ex. Art. 1983 c.c.), e la Compagnia esprime già a contratto gli scoperti applicabili caso per caso.

Oltre a questo e più in generale si tende ad affermare un concetto che si potrebbe tradurre cosi: i danni di lieve entità non sono determinanti per l’Assicurato , ovvero non determinano per esempio la chiusura di un azienda o la rovina di una famiglia – viceversa sono i danni ingenti quelli dove lo strumento assicurativo presta la sua massima utilità.

Nell’assicurazione della Responsabilità civile auto e nella Responsabilità civile per gli esercenti le professioni sanitarie (ex. Legge Gelli- Bianco legge 8 marzo 2017, n. 24), avendo colui che ha subito il danno azione DIRETTA verso la Compagnia che tiene indenne il responsabile civile, le eventuali franchigie previste dalla polizza non sono opponibili al danneggiato, ma verranno poi regolate tra danneggiante e assicuratore.

Concludendo

Perché spesso vogliamo togliere la franchigia? Senza franchigia è meglio?

Direi di no. E’ meglio l’equilibrio nel rispetto dell’appetito di rischio di ciascuno di noi, che come nel caso degli investimenti è determinante per ottenere la  massima soddisfazione. Inoltre è intelligente apporre la giusta franchigia o scoperto semplicemente perché è spesso conveniente farlo.

In linea generale una franchigia è meglio di uno scoperto in quanto delimita in modo certo l’importo a carico dell’assicurato senza farlo dipendere dall’entità del danno (percentuale), ma questa valutazione va poi calata nei vari contesti e tipi di contratto dove i limiti e i massimali possono differire di parecchio.

SCOPRI ORA COME CREARE LA TUA SOLUZIONE SU MISURA

The following two tabs change content below.

Nicola Massagrande

Socio Methis e intermediario assicurativo dal 2004. Diplomato Cineas - Master in risk management nel 2015 e all'Università degli studi di Verona - Corso di perfezionamento in risk management. Coordino l'attività e lo sviluppo dell'area commerciale. Passione, preparazione ed efficienza le parole chiave del futuro! La chitarra il mio hobby scaccia pensieri.
Share