Assicurare il mancato profitto: è possibile?

Nell’immaginario comune quando parliamo di “danno” ci riferiamo ad un danno materiale che quel determinato asset ha subito in via diretta, ad esempio un fulmine, un incendio ecc.. In realtà la galassia delle varie tipologie di danno cui l’azienda può essere soggetta è molto variegata e ricca di sfumature che spesso ne rendono fumosa e concettualmente difficile la distinzione.

Vediamo dunque di fare chiarezza in tal senso. Nella tabella che segue individuiamo in linea generale 4 tipologie di danno:

DANNI MATERIALI E DIRETTI:

I danni che il bene subisce in modo diretto.

ESEMPIO:

un incendio danneggia un fabbricato.

DANNI MATERIALI E INDIRETTI

c.d. danni conseguenziali

I danni che i beni possono subire a seguito di un evento che colpisce beni attigui o ad essi strutturalmente collegati. In gergo assicurativo: c.d. danni conseguenziali:

ESEMPIO:

un fulmine colpisce la cabina elettrica dell’azienda provocando (conseguenza) una tensione anomala che danneggia i macchinari.

DANNI IMMATERIALI DIRETTI

c.d. danni metafisici

Sono i danni che interessano i valori affettivi, artistici, numismatici ecc.. e che quindi non possiedono una valorizzazione oggettiva.

ESEMPIO:

un incendio distrugge una serie di francobolli rari.

Il danno immateriale è costituito dal valore della collezione, quello diretto dal valore materiale dei francobolli.

DANNI IMMATERIALI INDIRETTI

Sono danni puramente finanziari (immateriali), costi aggiuntivi o perdite di profitto generati da un evento che ha colpito i beni oggetto di copertura.

ESEMPIO:

a seguito di una tromba d’aria un’azienda ha perduto il 30% del suo fatturato.

Nota: nella terminologia assicurativa non rientrano nei c.d. danni indiretti i c.d. “danni reputazionali” (in quanto non assicurabili in senso stretto) anche se, allargando concettualmente il campo, questi lo siano a tutti gli effetti. Ci riferiamo quindi in questa sede ai danni indiretti con riferimento alla perdita di ricavi.

Focalizzeremo la nostra attenzione in basso a destra. A livello statistico a seguito di eventi importanti, un incendio, una tromba d’aria la proporzione tra il danno diretto e quello indiretto è rispettivamente di 1 a 3. E’ questa la premessa dalla quale partire per comprendere l’importanza che una buona copertura danni indiretti ha nel programma assicurativo aziendale.

Nella tabella che segue vediamo come sono declinate nelle polizze aziendali questo tipo di coperture:

   

GARANZIA

 

 

OBBIETTIVO

 

PRO E CONTRO

COPERTURE INSERITE DIRETTAMENTE IN POLIZZA DANNI DIRETTI  

SPESE SUPPLEMENTARI

Paga le spese straordinarie sopportate dall azienda a seguito del danno diretto. Ad esempio affitto locali alternativi, costi straordinari dipendenti. Usufruendo di un massimale a parte la copertura è chiara e non proporzionale al danno diretto.

La garanzia prevista in polizza puo avere un limite oggettivamente troppo basso. La somma assicurata disponibile è comunque limitata.

 

DANNI INDIRETTI A DIARIA

 

Offre un indennizzo giornaliero per ogni giorno di fermo attività La diaria impostata non ha alcun legame con il reale danno indiretto. Non rappresenta quindi una soluzione ma un palliativo.
 

DANNI INDIRETTI A PERCENTUALE

Offre un indennizzo in percentuale rispetto al danno diretto subito dai beni. Come nella voce precedente, e in modo ancora piu accentuato il concetto di proporzionalità tra danno diretto ed indiretto è errato di defalut.
 

PERDITA PIGIONI

 

In caso il danno pregiudichi  l’incasso di affitti, la garanzia si sostituisce al locatario per una durata e un importo massimi concordati. Una volta impostata correttamente può rappresentare una soluzione al danno indiretto inerente la gestione delle locazioni. Il limite è il ridotto campo operativo.
 

MANCATO GODIMENTO DEI LOCALI

 

Nel caso opposto se l’azienda opera come locataria all interno dei locali, la garanzia paga i canoni di locazioni previsti fino ad un massimo periodo concordato. Come sopra, ma riferito agli immobili locati.
COPERTURE SU POLIZZA SEPARATA  

DANNI INDIRETTI A MARGINE DI CONTRIBUZIONE

 

Offre il pagamento della perdita di margine di contribuzione avvenuto a seguito del danno diretto. La vera copertura completa per i danni indiretti. Unico limite l’apparente complessità, ma ad oggi rappresenta la formula piu completa di protezione dei danni indiretti.
 

DANNI INDIRETTI “LOSS OF PROFIT”

Il concetto è lo stesso della copertura precedente, ma il funzionamento è basato su termini di bilancio anglosassoni (perdita di profitto lordo, volumne d’affari, ecc.) Vero limite è la complessità e il fatto che per ottenere l’indennizzo è necessario attendere la chiusura del bilancio successivo all’anno d’attività colpito dal sinistro.

Verificando le tue polizze trovi una di queste voci? Presta attenzione al fatto che quando si parla di danni indiretti vanno selezionate le garanzie che davvero ti servono. NON funziona il “più c’è meglio è”!

Qual è la formula migliore per ottenere una copertura davvero efficace?

Una premessa fondamentale: tutte le coperture per i danni indiretti scattano a seguito di un evento che risulti indennizzabile secondo la polizza “danni diretti” di riferimento (Es. polizza incendio); molta attenzione deve quindi essere prestata al “collegamento” normativo tra le due garanzie.

Come spesso avviene non esiste la soluzione ideale. Esiste però la soluzione MIGLIORE, ed è quella ottenuta mediante una valutazione soggettiva dei rischi connessi al fermo attività e alla situazine soggettiva aziendale.

Tutte le garanzie evidenziate nella tabella, tranne l’ultima, sono disponibili già all interno della maggior parte delle polizze all-risks aziendali (per approfondire il significato delle coperture ALL-RISKS ne paravamo in QUESTO articolo). Per l’imprenditore l’incognita principale è quella della CONSAPEVOLEZZA, e in questo senso un check up aziendale è fondamentale (per tutti i dettagli ne parlavamo in QUESTO recente articolo)

Concentriamoci ora sulla soluzione piu completa oggi disponibile sul mercato italiano: la polizza danni indiretti a margine di contribuzione.

Creata agli inizi degli anni novanta e specifica per il mercato italiano, la polizza lavora attraverso voci di bilancio tipiche offrendo la garanzia piu ampia possibile in termini di indennizzo del danno indiretto di tipo finanziario.

Il margine di contribuzione di un’azienda, come è noto,  altro non è che il proprio utile sommato ai costi fissi che questa sostiene. Questo valore economico è ricavato sottraendo dal fatturato tutti quei costi variabili che cessano in caso di fermo attività. La copertura va a indennizzare proprio la perdita di questo valore che, in ultima analisi, rappresenta (oltre ai costi fissi) l’utile stesso dell’impresa.

L’altro aspetto di fondamentale importanza è IL TEMPO. L’imprenditore ha come primo obbiettivo quello di ripartire il prima possibile con la produzione e le consegne, per non vedere erose quote di mercato e/o perdere opportunità commerciali di varia natura. Una polizza che abbia tempi di indennizzo troppo lunghi non potrà in nessun modo risultare efficace. Da questo punto di vista questa copertura offre il suo lato migliore. La polizza a margine di contribuzione infatti, operando con terminologia del bilancio civilistico italiano è in grado di essere efficace da subito, appena l’azienda ritorna pienamente operativa, per calcolare e indennizzare la perdita finanziaria accusata nel periodo interessato dal sinistro.

La diffusione attuale di questo strumento nel mercato italiano è ancora scarsa (tra l’8 e il 10% delle PMI italiane ne sono dotate), contro una diffusione negli altri paesi UE del 90%. I motivi sono molteplici, il fatto che però rimane è la potenziale consistenza dei danni indiretti che gravano sulle aziende colpite.

ATTENZIONE: questa copertura NON va a sostituire piani di “disaster recovery”, “business continuity” o di “crisis management”. Quest’ultimi infatti non sono soluzioni assicurative e si occupano della gestione IMMEDIATA della crisi aziendale, con l’obbiettivo di preservare la continuità operativa e/o riportare l’azienda a pieno regime economico nel più breve tempo possibile (concetto di resilienza), gestendo quindi la crisi nel modo migliore anche sotto un aspetto comunicativo-mediatico.

Ci hai mai pensato?

Se vuoi assicurare in modo intelligente i potenziali danni indiretti che può subire la tua azienda, verifichiamo insieme le coperture in corso e sarà possibile impostare la soluzione più adatta alle esigenze della tua impresa.

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Nicola Massagrande

Socio Methis e intermediario assicurativo dal 2004. Diplomato Cineas - Master in risk management nel 2015 e all'Università degli studi di Verona - Corso di perfezionamento in risk management. Coordino l'attività e lo sviluppo dell'area commerciale. Passione, preparazione ed efficienza le parole chiave del futuro! La chitarra il mio hobby scaccia pensieri.
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