Valore intero o primo rischio, come assicurare i propri beni?

Credo di non dire nulla di sbagliato se affermo che ciascuno di noi è particolarmente sensibile al fatto di voler tutelare al meglio i propri beni. Quando poi questi hanno anche un valore patrimoniale elevato, quali ad esempio la casa o ancor più la propria azienda, ecco che l’attenzione che riponiamo nel voler proteggere tutto ciò da eventi negativi appare ancor più evidente e marcata. Ne deriva che, quando decido di assicurare un bene che intendo tutelare, la prima domanda che mi devo porre è: “qual è il valore corretto a cui devo assicurare il mio bene?”.

Nel panorama assicurativo, infatti, vi sono più modalità che posso adottare per indicare il valore del bene che intendo assicurare e l’utilizzo dell’una piuttosto che dell’altra può comportare differenze importanti e significative.

Le due più diffuse modalità di valutazione di un asset sono:

  • Valore intero – indicato con VI
  • Primo rischio assoluto – indicato con PRA
  • Primo rischio relativo – indicato con PRR

Cerchiamo ora di capire meglio quale sia il significato di queste terminologie e quali siano i rispettivi vantaggi e svantaggi.

Valore intero

L’assicurazione a valore intero prevede che le somme da assicurare in polizza debbano necessariamente corrispondere al reale valore della cosa assicurata. Questa assicurazione è efficace quando si può definire in maniera compiuta il valore dei beni che si vogliono tutelare, cosi da vedersi indennizzato, in caso di sinistro, il valore effettivo dei beni che sono stati danneggiati. Inoltre non è possibile assicurare una sola parte del bene, ma bisogna assicurare, come suggerisce il nome stesso, il bene per intero. Diventa, quindi, fondamentale attribuire al bene il suo corretto valore.

Se, infatti, assicuro il bene per un valore superiore a quello reale (sovrassicurazione), in caso di sinistro totale verrò risarcito solo per il suo vero valore e non quello indicato in polizza, con il risultato che avrò pagato inutilmente un premio più alto di quello che sarebbe stato necessario.

Nell’ipotesi in cui il valore assicurato in polizza risulti, invece, essere inferiore al reale valore del bene stimato al momento del sinistro (sottoassicurazione), nel liquidare i danni la Compagnia applicherà la regola proporzionale prevista dall’art. 1907 del Codice Civile, e indennizzerà il danno nella stessa proporzione che intercorre tra il valore assicurato in polizza e il valore reale.

A titolo di esempio, se un bene che vale € 200.000 lo assicuro in polizza solamente per € 100.000 in caso di sinistro totale verrò indennizzato solamente per la metà del valore assicurato, ovvero € 50.000 dal momento che ho corrisposto un premio che proteggeva soltanto la metà del valore reale del bene. Lo stesso meccanismo opera anche in caso di danno parziale. Ovvero, a fronte di un danno di € 10.000, per lo stesso principio mi vedrò riconosciuto solamente un importo pari a € 5.000.

Primo rischio assoluto

Nelle assicurazioni a primo rischio assoluto, invece, non importa quale sia il reale valore del bene che si intende tutelare. Infatti, indipendentemente da quest’ultimo, la Compagnia è obbligata a risarcire il beneficiario, nel caso di sinistro, del valore che è stato inserito in polizza. In questo caso, quindi, non opera la regola proporzionale del risarcimento e in ogni modo il massimale previsto nell’assicurazione indica il limite massimo di indennizzo che la compagnia intende versare in caso di sinistro. Naturalmente l’indennizzo non potrà mai in ogni caso essere superiore al danno effettivo da risarcire.

La polizza a primo rischio assoluto è particolarmente adatta a chi intende tutelare i suoi beni, senza però ritrovarsi ad avere a che fare con la regola proporzionale. Questo è sicuramente un vantaggio rispetto alla soluzione a valore intero, ma i tassi applicati alla partita sono sicuramente più alti con una inevitabile ripercussione sul premio finale della polizza.

Primo rischio relativo

Esiste anche una terza soluzione detta a “primo rischio relativo” che però è assai meno diffusa rispetto alle due forme precedenti. L’assicurazione a primo rischio relativo è la forma assicurativa per la quale devono essere indicati in polizza sia il valore assicurato, che rappresenta il massimo dell’indennizzo ottenibile dall’assicuratore, sia il valore delle cose assicurate (valore assicurabile). Se, al momento del sinistro, il valore dei beni assicurati risulta superiore al valore a questo titolo dichiarato in polizza (o ad un suo eventuale multiplo indicato in polizza), l’indennizzo viene ridotto secondo la regola proporzionale come nel caso della polizza a valore intero.

Conclusioni

Da quanto abbiamo detto sinora, si può comprendere come sia fondamentale capire quale sia la formula più adatta al caso specifico, soprattutto se si sta per stipulare un contratto di assicurazione riguardante eventualità come l’incendio o il furto. Ogni singola garanzia corrisponde ad un caso ben preciso e non è detto che la stessa formula vada bene per ciascuna partita assicurata. In particolare, l’assicurazione a valore intero può essere un vantaggio quando si può quantificare facilmente il valore del bene che si intenda assicurare, come ad esempio il fabbricato, le merci e le attrezzature, i macchinari etc.. Per mitigare il rischio di utilizzo della regola proporzionale spesso le Compagnie prevedono un margine di tolleranza, che generalmente si aggira tra il 10% e il 20%, all’interno del quale tale disposto non trova applicazione.

L’assicurazione a primo rischio assoluto, diventa invece una opportunità per chi magari ha dei beni che intende tutelare, senza dover passare dalla tagliola della regola proporzionale, e per i quali non sempre è così facile individuarne il valore. Il caso più frequente è quello del furto, poiché il contraente va ad assicurare i beni per una certa cifra, confidando nel fatto che in caso di intrusione i ladri non porteranno via tutto, ma solo una parte dei beni presenti o comunque gli stessi non sono di facile quantificazione complessiva.

In tutti i casi andrà riposta grande attenzione anche all’eventuale applicazione di franchigie e scoperti (ne parlavamo IN QUESTO ARTICOLO) Affidati ad un esperto se vuoi assicurare i tuoi beni con la giusta serenità.

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Alessandro Salvadoretti
Laureato in Scienze Statistiche ed Attuariali con indirizzo Economico, ho maturato una esperienza ventennale nel settore bancario, ricoprendo numerosi ruoli di carattere commerciale e, in seguito, assumendo responsabilità di carattere manageriale. Recentemente ho intrapreso una nuova esperienza professionale rivolgendomi al settore della consulenza assicurativa
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