Caro imprenditore, ecco come risolvere i tuoi problemi con le assicurazioni

Se hai un’azienda saprai certamente come funziona il cosiddetto “rischio d’impresa”. Funziona che l’imprenditore (o chi per esso) mette il capitale, crea l’organizzazione e si accolla il “rischio” che questa prosperi o meno nel mercato cui è rivolta. Possiamo dare questo concetto per scontato, certo; non è cosi scontato, però, ragionare con questa mentalità quando da imprenditori ci poniamo le domande:

  1. perché l’assicurazione non paga ”mai” come dovrebbe?
  2. perché spendo un sacco in premi e non sono “mai” coperto?

Proviamo a ragionare. Possiamo offrire un ragionamento “da dentro” dato che sono oltre 20 anni che seguiamo piccoli e medi imprenditori sondando ogni giorno il mercato assicurativo. Le assicurazioni, come tutte le imprese a fini di lucro, alla fine dell’anno fiscale devono “tirare una linea” e far in modo che sotto quella linea appaia un “+” per gli azionisti. Questa è la priorità, per loro. E’ certo che questo ragionamento fatto a spanne appaia superficiale, è lo è; ma del resto l’obbiettivo qui è capirci, giusto?

La Compagnia, dicevamo, è una “scatola” dove entrano i premi degli assicurati ed escono gli indennizzi ed i risarcimenti dovuti agli stessi o ai terzi danneggiati, in forza dei contratti sottoscritti con i rispettivi contraenti. E’ certo quindi che la primaria e diretta fonte di ricavo consista nell’incamerare il maggior importo possibile di premi.

Fatto questo l’impresa di assicurazione può investire i proventi nel mercato finanziario, al netto delle riserve che deve accantonare ai fini obbligatori e di vigilanza, o potrebbe decidere di dedicarli ad altre funzioni che ritiene prioritarie.

Da parecchi anni a questa parte l’ago della bilancia è stato sbilanciato in favore di una gestione finanziaria che superava, quanto a utili, la gestione caratteristica (stipulare polizze, per intenderci). Questo trend è stato spinto anche da contingenze di mercato che hanno reso più “facile” agire in quel modo, date le difficoltà della gestione caratteristica: premi Rc auto in crollo, tassi in generale ribasso a causa di un mercato riassicurativo fertile, costo medio di gestione dei sinistri in aumento. D’altro canto, invece, i mercati offrivano ottimi rendimenti.

Negli ultimi anni, però, l’aria che tira nei mercati finanziari non è più cosi buona e le difficoltà stanno emergendo come scogli dall’acqua. Anni e anni di “disattenzioni” portano a sorprese che si scoprono solo quando le difficoltà le rendono evidenti. Che sia arrivata l’ora di concentrarsi sul vero business assicurativo? E come?

Questa premessa, che dipinge i contorni del perimetro di gioco, ci fa  tornare alle domande dell’introduzione:

  1. perché l’assicurazione non paga ”mai” come dovrebbe?

Paga (quasi) SEMPRE come dovrebbe. Ma tu imprenditore NON sai come dovrebbe pagare. Vorresti saperlo? Allora è necessario introdurre un nuovo modo di vedere le tue assicurazioni aziendali, un modo più consapevole e chiaro che ti permetta di non avere sorprese. Ricorda quanto detto più su: ora che gli utili si “spremeranno” principalmente dai premi ci sarà molta più attenzione alle clausole che fanno “uscire” i soldini dalla scatola.

      2. perché spendo un sacco in premi e non sono “mai” coperto?

Perché non sei coperto in funzione dei soldi che spendi, ma in funzione della QUALITA’ delle polizze che acquisti. Non mi riferisco alla qualità intesa come Compagnia assicurativa, quelle grosso modo sono tutte uguali tranne eccezioni rare su rischi di nicchia, mi riferisco a quanto il tuo intermediario è riuscito a TRASFORMARE le tue esigenze in TRASFERIMENTO del rischio.

La Compagnia, infatti, valuta i tuoi rischi in funzione del SUO utile!

Ma, in azienda ho chi le guarda e le controlla! 

Se hai una piccola impresa e retribuisci una risorsa esperta e formata che  cura 8 ore al giorno le copertura assicurative aziendali le cose sono due:

  • sei un filantropo
  • stai scherzando

Formarsi in questo settore in modo sufficiente per seguire un’azienda, significa investire almeno (almeno) 10 anni del proprio tempo h24 e dedicarsi a master e/o corsi di aggiornamento continuo. Retribuire una risorsa con queste competenze costerebbe almeno 25.000€/anno. NO, non conviene. La domanda è: posso guadagnarci facendomi assistere in modo adeguato in out-sourcing?

Come posso diventare consapevole di cosa sto comprando dall’assicuratore?

Nella complessità di tutti i giorni e in modo particolare nell’era dell’informazione condivisa, ove noi imprenditori siamo bombardati da continui stimoli, dati, incombenze ed opportunità, diventa FONDAMENTALE affidarsi a chi svolge in modo pratico ed efficiente – ed eccezionalmente professionale – la propria funzione.

Potresti cosi scoprire come il costo totale del rischio della tua azienda può essere ridotto in maniera totalmente diversa dai vecchi “sconti” sulle polizze –  esclusivamente utilizzando le leve e gli strumenti giusti e condividendo le informazioni con chi conosce tali dinamiche.

La cultura, fa guadagnare?

Impostare ed iniziare a far fluire in azienda una cultura del rischio in modo da farla penetrare dal management fino al neo assunto, ti fa guadagnare più di tutte le restanti azioni messe insieme.

Questo perché la tua azienda è COMPOSTA da persone che ogni giorno generano il valore che esprimi come soggetto “impresa” e che metti a disposizione del tuoi clienti. Come in un piccolo puzzle, ogni tassello compone l’immagine e ne basta uno fallato per rovinare tutto il lavoro svolto. Soprattutto: nessuna polizza ti aiuterà in questo.

Ora, rifletti sulla tua situazione e se abbiamo stuzzicato la tua curiosità hai la possibilità di conoscere un nuovo metodo, studiato e costruito per e con gli imprenditori del nostro territorio. Scarica

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Nicola Massagrande

Socio Methis e intermediario assicurativo dal 2004. Diplomato Cineas - Master in risk management nel 2015 e all'Università degli studi di Verona - Corso di perfezionamento in risk management. Coordino l'attività e lo sviluppo dell'area commerciale. Passione, preparazione ed efficienza le parole chiave del futuro! La chitarra il mio hobby scaccia pensieri.
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