La consulenza assicurativa aziendale, questa sconosciuta.

Ho deciso di usare un titolo forte come “questa sconosciuta” perché la consulenza assicurativa che tutti pensano di conoscere, in realtà la “riconoscono” veramente  in pochi.

La vera consulenza infatti, ha il duplice compito di individuare (risk analysis) e gestire (risk governance) le incognite e i potenziali pericoli che possono minare la nostra attività (intesa come asset fisici e digitali) piuttosto che la capacità di continuare a produrre reddito (business continuity).Una buona consulenza quindi, per essere definita tale, inizia dalla mappatura dei rischi “probabili” e “certi” per poi passare all’adozione di appropriate coperture in base alla situazione attuale oppure alle diverse esigenze che si verranno a creare nel tempo. Inoltre una buona consulenza deve essere utile a governare gli eventi e prevenire le insidie dando giusta priorità alla protezione del capitale umano e, cioè, l’asset più prezioso senza il quale nessun patrimonio esisterebbe.

Mancando in precedenza una regolamentazione vera e propria a riguardo, Il 1° ottobre 2018, è entrata in vigore anche in Italia la nuova direttiva europea Insurance Distribution Directive (Idd) sulla distribuzione dei prodotti assicurativi, che oltre a normare l’attività di intermediazione assicurativa definisce e regola anche la consulenza.L’art. 106 (Attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa) del Codice delle Assicurazioni Private recita infatti “L’attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa consiste nel presentare o proporre prodotti assicurativi e riassicurativi o nel prestare assistenza e consulenza finalizzate a tale attività e, se previsto dall’incarico intermediativo, nella conclusione dei contratti ovvero nella collaborazione alla gestione o all’esecuzione, segnatamente in caso di sinistri, dei contratti stipulati.

La FAQ 1.3 dell’IVASS (relativa al Regolamento 5/2006) ribadisce che “L’attività di mera consulenza assicurativa costituisce intermediazione” e precisa meglio : “Secondo la definizione di cui all’art. 106 del Codice delle Assicurazioni e all’art. 2, lett. d) del Regolamento, l’attività di consulenza, se finalizzata alla proposta e/o presentazione di contratti assicurativi e svolta dietro compenso, costituisce attività di intermediazione assicurativa e pertanto comporta l’iscrizione nel registro.”

Vi sembra forse la stessa consulenza assicurativa citata all’inizio? Risposta: assolutamente NO.

Ai più attenti non sarà sicuramente sfuggita la differenza tra “l’analizzare i rischi e adottare appropriate coperture” e “prestare consulenza finalizzata a presentare o proporre prodotti assicurativi”. In parole ancor più semplici: da una parte si individuano e si coprono al meglio i rischi, dall’altra si espleta al meglio l’incarico ricevuto da una Compagnia mandante, ovvero sviluppare e gestire per proprio conto gli affari in un determinato territorio.

Compagnie e intermediari, salvo rare eccezioni, hanno investito molto in formazione ma solo finalizzata a conoscere normative e prodotti. Pochissime sono le realtà che si sono formate e strutturate in funzione del fatto che il prodotto scelto è solo una conseguenza diretta dei rischi che si vogliono coprire, individuati con un’analisi professionale.

Se dunque per la tua azienda cerchi una buona consulenza, potrai rivolgerti ad un’agenzia monomandataria? Lascio a te la risposta.

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Gianluca Toto
Socio fondatore di Methis, intermediario assicurativo e promotore finanziario. Convinto che il futuro sia di chi coniuga il duro lavoro con la passione e il sorriso. Mio figlio Leonardo, la mia compagna e (quando posso) il golf le mie gioie quotidiane.
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