Polizza Rc inquinamento, perché acquistarla?

La copertura assicurativa per la Responsabilità civile inquinamento rappresenta oggi una soluzione poco adottata nelle aziende italiane, che spesso ignorano i rischi connessi. In buona misura perché:

  • esiste poca conoscenza del Codice dell’ambiente (D. L.gs 152/06) e delle recenti riforme del codice penale;
  • si pensa (erroneamente) di essere sufficientemente coperti dalla classica polizza di responsabilità civile aziendale;
  • gli stessi operatori nel mercato hanno scarsa competenza in materia e non propongono tale soluzione ai loro clienti, esponendoli a rischi enormi.

Ma andiamo con ordine.

Cosa si rischia?

Il codice dell’ambiente (D. Lgs 152/06) ha introdotto il concetto del: “chi inquina, paga”, imponendo dunque al proprietario del sito inquinante:

  • l’obbligo di comunicare tempestivamente alle autorità la scoperta dell’evento;
  • l’attivazione immediata di soluzioni conservative onde evitare il peggiorare o il diffondersi degli inquinanti;
  • il pagamento di tutti i danni provocati ai terzi;
  • il ristoro delle matrici ambientali.

A questo decreto è seguita la Legge 22 maggio 2015, n. 68 in materia di riforma dei reati ambientali, con l’introduzione nel nostro Codice Penale di nuovi reati quali:

  • inquinamento ambientale;
  • disastro ambientale;
  • traffico ed abbandono di materiale radioattivo;
  • impedimento di controllo;
  • omessa bonifica.

Il Codice dell’ambiente, dunque, collega le possibili azioni penali comminate ai colpevoli persone fisiche (come gli amministratori per disastro ambientale colposo ecc.) e/o giuridiche (essendo questi “reato presupposto” ex D. Lgs 231/01, anche se conseguenza di azione od omissione colposa e non necessariamente dolosa) all’obbligo di riportare l’ambiente danneggiato alla situazione ante-sinistro.

E’ stata introdotta, inoltre,  la confisca obbligatoria delle cose che costituiscono il prodotto, il profitto del reato o che servirono a commetterlo, anche per il delitto di traffico illecito di rifiuti.

Se però l’azienda risulta assicurata, e quindi è in grado di attivarsi mettendo in sicurezza l’area e provvedendo alla bonifica (grazie anche all’intervento di aziende specializzate supportate dal know-how dell’assicuratore), la misura della confisca obbligatoria viene esclusa.

Viene infine ridotta dalla metà a due terzi la pena se l’azienda evita che l’attività illecita sia portata a conseguenze ulteriori, provveda alla messa in sicurezza, alla bonifica o al ripristino dello stato dei luoghi; ovvero collabori concretamente con l’Autorità di Polizia o Giudiziaria alla ricostruzione dei fatti e all’individuazione dei colpevoli.

Un ottimo supporto per le spese legali inerenti una situazione di inquinamento può essere fornito anche da una polizza D&o ben strutturata. (Ne parlavamo in questo  articolo).

Sono già coperto. Sicuro?

Nella polizza di Responsabilità civile dell’azienda, per intenderci la copertura che mira a preservare il patrimonio aziendale da richieste di risarcimento avanzate da terzi per danni  cagionati a cose o persone durante lo svolgimento dell’attività, è spesso richiamata come estensione la clausola di “inquinamento accidentale”. Facendo un esempio pratico: un’azienda che lavora materiale plastico potrebbe essere chiamata a rispondere se, a seguito di un incendio, i reflui di spegnimento inquinati dai residui plastici vadano ad inquinare la falda. Oppure possiamo immaginare il caso di un’impresa agricola che, causa rottura improvvisa di una tubazione contenente rifiuti pericolosi, spanda il materiale su una superficie acquea, inquinandola.

Due esempi molto diversi tra loro: nel primo caso un evento accidentale in senso lato (un incendio), nel secondo un evento improvviso (rottura di un impianto). Le polizze di Rc in commercio hanno il grosso limite nel coprire solo alcune limitate cause di inquinamento. Queste, infatti, possono essere limitate solo alla rottura accidentale di impianti e condutture!

Assicurativamente l’inquinamento “accidentale” si configura come evento improvviso che provoca accidentalmente una contaminazione dell’acqua, dell’aria o del suolo e si distingue dall’inquinamento “graduale”, che viene invece provocato in un lasso temporale prolungato (ad esempio a causa del percolamento di liquidi risposti in un’area di stoccaggio).

E’ quindi difficile, per un’azienda, riuscire a tutelare con la sola copertura standard di Rc  tutti gli scenari di rischio ad alto impatto potenziale. Pensiamo appunto al caso dell’incendio, piuttosto che ad un percolamento da un serbatoio interrato.

Altra fondamentale differenza: i costi di bonifica. Nessuna polizza di Rc classica contempla le spese che, in caso di inquinamento, l’azienda è tenuta a sostenere per ripristinare lo stato delle matrici ambientali danneggiate (acqua, aria, suolo), sia nel proprio sito che presso terzi.

L’unica soluzione che può tutelare in modo completo da tali evenienze è la polizza di Rc inquinamento; l’utilità di questa copertura si concretizza anche nell’azienda produttiva classica (anche senza un’attività di tipo pericoloso), dove un incendio, un alluvione o altro eventi eventi possono provocare danni ambientali anche ingenti.

Hai controllato le tue coperture?

Farlo “dopo” l’evento significa giocare alla roulette russa. Una verifica dettagliata delle coperture aziendali (parlavamo di tutti i vantaggi in questo articolo) può offrire una visione precisa di come si comporterebbero le tue polizze negli scenari a maggiore impatto per la tua azienda. La competenza e la professionalità richiesta per questo genere di attività sono molto alte, lascia i tuoi dati e condividiamo le tue esigenze nel tempo di un caffè!

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Nicola Massagrande

Socio Methis e intermediario assicurativo dal 2004. Diplomato Cineas - Master in risk management nel 2015 e all'Università degli studi di Verona - Corso di perfezionamento in risk management. Coordino l'attività e lo sviluppo dell'area commerciale. Passione, preparazione ed efficienza le parole chiave del futuro! La chitarra il mio hobby scaccia pensieri.
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