Se ho l’azienda con la polizza All-risks sto tranquillo? (Dipende)

Che la polizza c.d. “All-risks” (ne parlavo qui) non fosse la panacea di tutti i mali potrebbe essere cosa già nota, soprattutto per quegli imprenditori che in passato hanno avuto l’occasione di confrontarcisi al fine di conseguire il giusto indennizzo.

Con questo articolo vorrei soffermarmi sul PERCHE’ non lo sia.

Il concetto alla base di una copertura nella forma “tutti i rischi” è piuttosto semplice: tutela da tutti i danni tranne quelli specificamente esclusi.

Le polizze tradizionali, in modo speculare, elencano gli eventi in copertura e nelle esclusioni ciò che appunto rimane scoperto  restando inteso che un dato evento non nominato ne in una sezione ne nell’altra viene escluso “d’ufficio”.

Le polizze “All-risks” invece, dichiarando solo le esclusioni, comprendono di fatto tutti i restanti eventi non nominati in maniera esplicita, ampliando cosi la portata della copertura.

L’altro vantaggio principale, anche se  mitigato da una giurisprudenza incerta, è l’inversione dell’onere della prova. In parole povere sarà l’assicuratore (e non l’assicurato) a dover dimostrare di aver inteso escludere quel determinato evento per poter rifiutare l’indennizzo.

Fin qui tutto bene, anzi… molto bene!

Quali sono le insidie nascoste?

Nell’approccio teorico lavorando per sottrazione la portata della copertura sembra ampliarsi notevolmente, tuttavia non è cosi raro ritrovare sul mercato polizze che vantano sulla copertina la gloriosa scritta “All-risks” a caratteri cubitali e che poi all’interno (a corpo 10) elencano centinaia di esclusioni.

Attenzione quindi: “tutti i rischi” è un approccio tecnico – non una regola universale!

…e non significa affatto che copre tutto.

Ecco i limiti principali cui prestare attenzione:

  • Esclusioni: si dividono in 3 gruppi
  1. Eventi esclusi in ogni caso
  2. Eventi esclusi solo se derivano da altri eventi non altrimenti inclusi
  3. Eventi esclusi ma incluse le loro dirette conseguenze (e incluse solo quest’ultime)
  • Delimitazioni fisiche: ad esempio la presenza di fabbricati aperti, le merci presso terzi o in altre ubicazioni ecc.
  • Delimitazioni economiche: franchigie, scoperti e limiti di indennizzo per singole garanzie
  • Condizioni e garanzie accessorie: eventi per cui l’assicurazione viene prestata a condizioni particolari. Tipicamente: terremoto, alluvione, mancato freddo, maggiori costi e molte altre.

Appare chiaro che il termine “All-risks” non risolve con un colpo di spugna la complessità dello strumento assicurativo anche se può offrire un ampliamento dell’efficacia potenziale della polizza.

Come tramutare il vantaggio potenziale in effettivo?

Dedicate il tempo necessario e offrite tutte le informazioni utili ad una valutazione puntuale del rischio, in questo modo e attraverso un intermediario selezionato, sarà possibile creare un testo di polizza su misura.

Una volta impostata la base, adottando una formulazione All-risks, sarà possibile potenziare l’entità delle garanzie previste per offrire la massima efficacia.

Le “misure” del sarto, nel nostro caso, diventano le PAROLE scritte sul contratto. Il vestito stretto (nel caso peggiore) lo si butta, per quanto riguarda l’azienda… decidete voi se correre il rischio.

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Nicola Massagrande

Socio Methis e intermediario assicurativo dal 2004. Diplomato Cineas - Master in risk management nel 2015 e all'Università degli studi di Verona - Corso di perfezionamento in risk management. Coordino l'attività e lo sviluppo dell'area commerciale. Passione, preparazione ed efficienza le parole chiave del futuro! La chitarra il mio hobby scaccia pensieri.
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