Imprenditore: il tuo assicuratore merita la tua fiducia? Le 10 domande per scoprirlo

Il mercato assicurativo, si sa,  è molto vasto e variegato. All’interno di questo “mare” si muovono e agiscono operatori di mercato anche molto differenti tra loro, per obbiettivi, dimensioni e soprattutto politica commerciale. Visto da fuori un “piazzista” di polizze può essere facilmente scambiato per un broker con 30 anni di esperienza sui mercati internazionali.

Quali sono gli accorgimenti che possono metterti nella condizione di capire davvero chi hai davanti, a  quale professionista stai per concedere la sicurezza della tua azienda e, ad essa connessi, i sacrifici di una vita da imprenditore.

Iniziamo dunque.

Passati i 5 minuti canonici per i normali convenevoli si passa al sodo, dell’intermediario che hai davanti dovresti sapere:

  1. Chi sono i suoi clienti? Ha delle referenze importanti?

Costruire programmi assicurativi per aziende richiede esperienza almeno decennale nel settore, è quindi logico aspettarsi alcune referenze di settore o comunque all’altezza della situazione che possano indicare un professionista che sa “di cosa stiamo parlando”. Più interessanti le aziende che segue tutt’ora, piuttosto di quelle che segui’ un tempo.

  1. Ha analizzato la tua azienda o l’ha guardata da fuori “ad occhio”?

Prima di sottoporre ai tuoi occhi un’offerta, ha compiuto una visita tecnica ispettiva per individuare le caratteristiche di: fabbricati, processi produttivi, impianti, materiali utilizzati, sistemi di prevenzione e di protezione? La verifica documentale, per quanto possa essere approfondita, non potrà mai sostituirsi ad un’analisi visiva dei rischi. Se eseguita a dovere questa attività può consentire il miglior trasferimento di informazioni alla Compagnia spesso con notevoli vantaggi economici per l’azienda.

  1. Vende per lui o sceglie per te?

L’identikit dell’assicuratore piazzista non è sempre semplice, come si diceva nell’introduzione, ma se propone contratti super fantastici con premi bassissimi e promozioni da “Black Friday” è il momento di chiedersi se stia “vendendo” un prodotto invece di “creare la tua soluzione”. I prodotti assicurativi altro non sono che insiemi di clausole sviluppati dalle Compagnie secondo un equilibrio tra standard di mercato  ed esigenze tecniche della Compagnia stessa. ERGO non sono né buoni né cattivi. Il fatto è che non vanno venduti, vanno modellati sulle tue esigenze specifiche. Cerca dunque di cogliere le reali intenzioni.

  1. Con quanti interlocutori può operare?

Proporre “consulenza” e presentarsi con berrettino e spilletta della Compagnia più blasonata del momento non è propriamente sinonimo di coerenza. Difficilmente un unico interlocutore sul mercato può offrire le soluzioni migliori in tutti gli ambiti di copertura in un’azienda produttiva. Più di chiedere i nomi delle Compagnie, chiedi: “quanti operatori sul mercato puoi interessare riguardo alle mie esigenze?”

  1. Qual è la sua preparazione? E’ aggiornato sulle ultime novità o parlate ancora di infortuni conducente?

Il mondo sta evolvendo ad una velocità mai vista prima, perché per le assicurazioni dovrebbe essere diverso? Stanno emergendo nuovi rischi che necessitano di capacità professionali importanti per essere trasferiti nel modo migliore (Ad esempio il Cyber risk, ne parlavamo in QUESTO recente articolo) il tuo intermediario le possiede? Che percorso professionale ha alle spalle? Ha svolto master, corsi di aggiornamento specifici di recente? Oggi la superficialità si paga cara.

  1. Parla di contenuti o passa ore a descriverti quanto è bella questa o quella Compagnia?

Estensione al punto 3), vogliamo parlare di quanto la Compagnia sia solida? Se è tra le prime 10 del mercato non avremo dubbi particolari. Chiedi di andare nei contenuti: è stata fatta un’analisi specifica sulle singole clausole con riferimento ai rischi che richiedono un trasferimento prioritario? Cosa ne è emerso? Dove si posizionano i tassi rispetto al mercato odierno?

  1. Ti dice che fa tutto, che vende tutto o ha delle specializzazioni ben precise e per il resto collabora con interlocutori esperti nei vari settori ?

I “tuttologi” sono una categoria a parte, non v’è dubbio. Il tuttologo sa tutto per definizione. In ambito assicurativo questo è uno dei rischi più grandi da evitare, a meno non si parli di broker internazionali (cui difficilmente si rivolgono i piccoli imprenditori) è davvero complicato essere preparati a dovere su ogni frangente. Fatti spiegare i rischi (o i rami) ove è specializzato e quelli dove non opera o opera attraverso collaborazioni specifiche (Es. il credito, o le cauzioni, i trasporti ecc..).

  1. Invia ancora gli avvisi via posta o possiede un archivio ottico aggiornato e una struttura solida alle spalle?

Ogni intermediario possiede a sua volta un’azienda, che NON è la Compagnia. Che imprenditore è lui? Da imprenditore di successo faresti un contratto importante con un intermediario la cui sede si trova all’interno di una cartoleria? (caso reale). La sua struttura è tecnicamente in grado di gestire un archivio ottico? Di metterti a disposizione un accesso da remoto per gestire il programma assicurativo? L’ufficio sembra una cartiera o ci sono ordine e pulizia?

  1. Quando devi parlarci è costantemente a disposizione o passano dei giorni?

Nel mercato di oggi, si sa, i clienti vogliono “per ieri”, i tempi sono ristretti, i margini bassi, i rischi alti e le responsabilità sempre maggiori; in questo contesto è necessario avere RISPOSTE nel più breve tempo possibile. L’essere a disposizione e la reattività sono caratteristiche che devi pretendere al servizio della tua azienda, e non è cosi scontata. (Nota: anche qui, la Compagnia non c’entra nulla!)

  1. Svolge una revisione annuale dei contratti, andando a verificare tassi e garanzie?

Se il tuo intermediario è anni che non effettua un check-up delle tue polizze (ne parlavamo in QUESTO ARTICOLO del blog) probabilmente non ti sta seguendo nel modo corretto. Attenzione: la verifica delle polizze NON corrisponde a “passo a bere il caffè cosi ci salutiamo”, ma bensi’ in un attento lavoro di verifica tramite apposita documentazione, di tutti i fattori visti al punto 2). Proprio cosi, è tutto correlato e il cerchio si chiude.

Quando abbiamo creato Methis e in ogni momento della nostra operatività intendiamo rispondere nel modo migliore possibile a queste domande/esigenze.

Se alcune delle risposte che ti sei dato non ti convincono, compila subito il form di contatto, conosciamoci e nel tempo di un caffè avrai modo di scoprire perché possiamo dare nuova freschezza alle tue polizze ed aiutarti a proteggere ciò che hai creato con sacrificio. Perché gli intermediari non sono assolutamente tutti uguali.

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Nicola Massagrande

Socio Methis e intermediario assicurativo dal 2004. Diplomato Cineas - Master in risk management nel 2015 e all'Università degli studi di Verona - Corso di perfezionamento in risk management. Coordino l'attività e lo sviluppo dell'area commerciale. Passione, preparazione ed efficienza le parole chiave del futuro! La chitarra il mio hobby scaccia pensieri.
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